Speravamo che il prolungamento a nord della A27 fosse un’idea oramai appartenente al passato, sepolta dall’intenzione di puntare con forza sulla ferrovia, ed invece assistiamo in queste settimane ad una nuova crociata pro-autostrada, dove il promoter politico sembra essere l’eurodeputato Remo Sernagiotto. Proprio Sernagiotto ha rilanciato lo sbocco a nord dove, a suo dire, i pedaggi autostradali costituirebbero la “vera autonomia” della provincia, dimenticando però che quel che rimane dell’Ente provinciale Belluno è ben poca cosa e che l’Autonomia della stessa dovrebbe passare per una modifica della Costituzione che sembra alquanto difficile. Oltre a questo, ricordiamo a tutti che la Convenzione delle Alpi non consente la realizzazione di nuove grandi vie di comunicazione (come appunto le autostrade) ma indica come intervento essenziale un “più consistente trasferimento su rotaia dei trasporti e in particolare del trasporto merci”. In ogni caso il niet all’autostrada arriva anche dalla provincia di Bolzano e dall’Austria, checchenedica Sernagiotto.

Ma anche il presidente Zaia, alcuni giorni fa, ha riaccarezzato l’idea della Venezia-Monaco (“Resta un obiettivo, sono 213 chilometri, cambia il mondo” cit.) sconfessando però sé stesso; fino a qualche mese fa, infatti, parlava esplicitamente del Treno delle Dolomiti come di alternativa al proseguimento dell’autostrada A27 (“La vera autostrada è, oggi come oggi, quella sul ferro. Sarà il nuovo sfondamento del Veneto a nord” cit.). Ma ormai il Presidente Zaia ci ha abituato a giri di Valzer degni dei migliori ballerini delle nostre sagre.

E, come ci si aspettava, anche il convegno di Vivaio Dolomiti ha spinto sull’autostrada, con Goiele Dix a fare da supporter.

Restiamo basiti di fronte a romboanti dichiarazioni che indicano l’autostrada come “l’unico modo per dare un futuro alla nostra provincia”. È vero che la montagna si spopola, ma non sarà certo l’autostrada a farla rivivere! Non c’è un’idea plausibile di come il bellunese possa trarre giovamento dal prolungamento della A27. Quale apporto concreto può portare al nostro territorio un’autostrada, per gran parte in galleria, con centinaia di migliaia di auto in transito da nord a sud? Il bellunese diventerebbe semplicemente un corridoio di passaggio, con il Cadore a subire la stessa sorte toccata alle zone del Fadalto. Senza dimenticare poi l’impatto ambientale che avrebbe la costruzione di una simile opera! Parlando di costi ricordiamo che il solo progetto dell’autostrada fino a Caralte, alle porte del ponte Cadore, 21 kilometri da Pian di Vedoia, costava 1,2 miliardi di euro; con la stessa cifra realizziamo la ferrovia elettrificata da Calalzo a Dobbiaco e avanziamo importanti risorse!

Chi sostiene ancora il prolungamento della A27 è fuori dalla storia. L’auspicio è che i bellunesi credano in progettualità diverse dall’autostrada, più compatibili con l’ambiente e più utili per il territorio bellunese in termini di ricadute economiche e turistiche, come l’Anello ferroviario delle Dolomiti, progettualità che il Movimento 5 Stelle ha sempre sostenuto. Il treno che noi auspichiamo è quello turistico, con il collegamento a nord verso Dobbiaco e ad est con Primolano e il Trentino; un treno che si interfaccia con le piste ciclabili e i mezzi di trasporto pubblici, con le stazioni che interagiscono con i paesi attraversati dalla ferrovia; un treno anche metropolitano che, con l’elettrificazione, possa trasportare studenti e pendolari mettendo il bellunese in contatto reciproco con il resto del Veneto attraverso le porte di Montebelluna e di Vittorio Veneto-Conegliano. La vera opportunità per il nostro territorio è l’Anello delle Dolomiti, non l’autostrada.

Movimento 5 Stelle Belluno