Televisioni e giornali non ne hanno minimamente parlato. Per loro la manifestazione di sabato 10 settembre non è mai esistita. Ma al “Cozza Day” di Roma noi del Movimento 5 Stelle di Belluno c’eravamo. Ed eravamo tanti, veramente tanti. Un’infinità di sguardi e sorrisi diversi, volti di speranza e giovani con la voglia di combattere per sentirsi veramente “italiani”. Migliaia di persone provenienti da tutta Italia hanno sfilato con noi sotto il sole di Roma: dal Colosseo al Circo Massimo, dove abbiamo inscenato una “V” umana in ricordo del nostro storico Vaffa-day, e da Piazza Navona fino a Montecitorio. Un ordinato, lunghissimo ed ininterrotto corteo di cittadini, ognuno con una cozza in mano che ha deposto in un cestone davanti al Palazzo. Un gesto simbolico, ma significativo. I politici si sono barricati in Parlamento, inchiodati alle loro poltrone, abbarbicati come cozze ai loro privilegi, dalla pensione dopo una legislatura ai finanziamenti elettorali.  Cozze parlamentari abusive costrette a  sorreggersi a vicenda. Quattro anni fa gli italiani hanno chiesto “Parlamento Pulito”, una proposta di legge sottoscritta da 350mila cittadini e ignorata da tutti i partiti. La Costituzione ne prevedrebbe la discussione parlamentare, ma la proposta è chiusa nello scantinato del Senato dal dicembre 2007.

“Parlamento pulito” propone:
1. via dal Parlamento i condannati in via definitiva
2. limite massimo di due mandati legislativi
3. reintroduzione della preferenza diretta

La legge porcata di Calderoli fu approvata dal governo Berlusconi nel 2006; gli successe Prodi che in due anni non la cambiò, e neppure ci provò. Nessuno protestò. Ora, invece di portare la legge Parlamento Pulito in discussione al Senato, gli stessi che non hanno mosso un dito quando erano al governo, oggi propongono un referendum abrogativo.  Ma se venisse abrogata l’attuale legge i condannati potrebbero comunque rimanere in Parlamento insieme alle cozze che hanno superato le due legislature. La legge Parlamento Pulito li manderebbe invece tutti casa a partire dai segretari di partito, per questo non la mettono all’ordine del giorno.

Il Sistema va riformato dalla testa, dal Parlamento con una nuova legge elettorale, nuova linfa, con cittadini che rappresentino il volto reale e pulito del Paese.

Non è più il tempo di resistere, ma quello di riprendersi il Paese. Fuori le cozze dal Parlamento!