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ORA PIU’ CHE MAI: REDDITO DI CITTADINANZA

L’estremo atto di protesta, “Donna disoccupata si da fuoco negli uffici INPS”, consumatosi ieri a Torino non è che l’ennesimo urlo di dolore e disperazione di una cittadina esasperata da un sistema ormai incapace di dare serie e concrete risposte ai drammatici problemi che attanagliano, sempre più, larghe fasce di popolazione. Tali atti, purtroppo, al di là della retorica ed estemporanea pietà e commozione, non incidono minimamente su una classe politica sempre più indifferente e lontana dai tanti problemi dei cittadini. Soloni, dalle tasche e dalla pancia piene, capaci solo di pontificare e fare le pulci a quelle proposte, come il “Reddito di Cittadinanza” (se il vero problema è la definizione cambiamolo pure, l’importante è la sostanza), che potrebbero ridare un po di dignità e serenità ai tanti cittadini scivolati sotto soglia di povertà. Liquidare “il Reddito di Cittadinanza” definendolo: aberrante (Calenda), insostenibile economicamente (Padoan), non sostenibile (Berlusconi), nega lavoro, assistenzialismo (Renzi) significa non aver capito o, peggio, non voler capire e prendere atto delle difficili condizioni del paese; un paese che fa sempre più fatica a riprendersi travolto com’è da una profonda crisi di sistema. Il Reddito di Cittadinanza, allora, non è e non sarà solo una concreta e indispensabile risposta agli affanni dei cittadini, ma sarà sempre più uno strumento di equità e di ridistribuzione della ricchezza prodotta da un sistema finanziario,economico e industriale che avrà sempre meno bisogno del “lavoro umano”. E’ veramente ora che il Governo la smetta di prenderci in giro e raccontarci che è troppo oneroso per le casse dello Stato e prenda seriamente in considerazione l’attuazione di tale “strumento” ……. quante decine di miliardi sono stati spesi nell’ultimo anno per salvare le banche e i loro vertici???

Informazione neutrale? sognamocela!

In un Paese democratico e normale, una informazione corretta, almeno in campagna elettorale, dovrebbe essere il più equidistante e neutrale possibile; purtroppo così non è in Italia. Ancora una volta,infatti, la stampa locale ci ha censurato e ha brutalmente tagliato gran parte del CS che avevamo mandato ieri e col quale chiedevamo chiarimenti in merito ai comportamenti di due dei candidati a sindaco di Belluno; ma, evidentemente per certa informazione, i cittadini non devono sapere specialmente alla vigilia del voto.

Questo è il pezzo censurato:”Con la presentazione dei primi quattro assessori abbiamo voluto, trasparentemente, dire ai cittadini da chi saranno governati, prima del voto, prima della spartizione politica, che si interessa delle poltrone prima dei cittadini.

Abbiamo chiesto agli altri candidati la stessa trasparenza senza risultato.

La trasparenza per noi è un “mantra”, tanto più quando ci si propone come amministratori degli interessi collettivi dei cittadini.

In questa campagna elettorale al cloroformio in cui ogni tentativo di far luce o ragionare sulle “storie” dei candidati e/o la coerenza dei programmi è stato fatto cadere nel silenzio più assoluto, invece la trasparenza è stata la grande assente.

Sperando, allora, in un recupero in “zona cesarini” riteniamo che potrebbe essere molto utile, per fugare ogni dubbio degli elettori, che su alcune scelte e vicende alcuni candidati chiarissero la loro posizione.

Scendendo nel merito delle questioni sarebbe, allora, importante che il sindaco uscente sig. Massaro illustrasse finalmente la reale situazione della “Fondazione Teatri” che, per la fuoriuscita di tutti gli altri soci fondatori, ha operato, per molto tempo, ai limiti della legittimità e perché, quando ultimamente è stato nominato un “commissario straordinario”, non ha ritenuto informare il Consiglio Comunale su un passaggio così delicato considerato, anche, il “peso” che la Fondazione ha acquisito ultimamente con l’affidamento della gestione del “Fulcis” (in futuro anche Palazzo Bembo e probabilmente gli altri contenitori) e delle sale comunali.

Chi è questo commissario, cosa sta facendo ma, soprattutto, quale indirizzo operativo ha avuto dal Comune, ormai, unico socio???

Sull’altro fronte sarebbe, parimenti, utile che il candidato sindaco sig. Gamba chiarisse la “vicenda Spes Belluno”. Infatti seppure il procedimento penale si sia risolto con una archiviazione, è pur vero che i soldi sono stati presi. Come e dove sono finiti non è affar nostro e lungi da noi ogni sospetto o illazione di un qualsiasi illecito o appropriazione indebita; ma tutto ciò senz’altro ha costituito e creerà dei grossi problemi fiscali e conseguentemente finanziari alla Società. Infatti, ancorché non ci sia l’obbligo per le società sportive dilettantistiche di tenere una regolare contabilità, se non si presentano tutti i conti in bilancio, si perdono i benefici e le agevolazioni fiscali. La guardia di finanza chiederà la restituzione del dovuto con relative sanzioni e interessi, e allora…..

Non basta fare e anche quando si fa bene bisogna farlo nel massimo rispetto delle regole ma, soprattutto, nella massima trasparenza.”

QUESTI SIAMO NOI

IDROGENO: ora si può

Se fino a qualche tempo fa parlare di mobilità all’idrogeno era un sogno, una fantasia Verneiana, oggi la tecnologia ha fatto passi da gigante rendendo realizzabile tale sogno.

Parallelamente anche la normativa, incredibilmente, si adegua per tempo, approvando il piano nazionale di sviluppo della mobilità a idrogeno.

Oggi una delegazione del M5S di Belluno con il candidato sindaco Stefano Messinese è stata in visita all’impianto di produzione, stoccaggio e distribuzione di Bolzano, dove circola già da anni una piccola flotta di autobus alimentati ad idrogeno.

La visita ha rinforzato la nostra convinzione su quello che fino ad oggi era una basilare ipotesi di progetto. Abbiamo visitato l’impianto e discusso dei progressi della tecnologia con il dott. Walter Huber, approfondendo costi di produzione e di realizzazione degli impianti.

Lo abbiamo accennato negli ultimi incontri e cogliamo l’occasione della visita per esporre il nostro progetto alternativo di mobilità ferroviaria.

In Germania superano il trasporto diesel e l’elettrificazione delle linee, servendo 5000 km con i nuovi treni alimentati ad idrogeno.

Con gli oltre 70 milioni previsti per l’elettrificazione del bellunese, si può realizzare più di un impianto di produzione e stoccaggio e l’acquisto dei relativi treni, probabilmente anche risparmiando. Adottare tale tecnologia, oltre a darci un vantaggio per il futuro nell’acquisizione di conoscenze tecniche avanzate, ha sicuramente ricadute positive sull’ambiente. Sarebbe inoltre un modo di avviarsi verso una strada di indipendenza energetica, con un progressivo abbandono delle energie fossili. A ciò si aggiunga che in questo modo si eviterebbero i lunghi fermi di servizio che si avrebbero per l’elettrificazione ed i costi di manutenzione di tali linee.

In provincia possiamo partire avvantaggiati, perché possiamo utilizzare la corrente prodotta dal biodigestore del Maserot per alimentare gli impianti di elettrolisi e valorizzare al meglio l’energia prodotta. lo stesso luogo si presta anche per essere stazione di rifornimento dei treni.

Quindi piccoli treni ad idrogeno che coprano le brevi tratte locali e almeno tre corse doppie giornaliere dirette e veloci verso Venezia e Padova. Si può e si deve fare, sfruttiamo l’attuale arretratezza per fare un lungo e conveniente balzo in avanti. Il Movimento 5 Stelle Belluno sarà felice se gli verrà “rubato” e realizzato questo progetto. Certamente sarà una delle priorità del sindaco Stefano Messinese, qualora eletto, anche per riportare Belluno al suo ruolo di elemento trainante del territorio.

PILLOLE DI PROGRAMMA

CITTADINI E AMMINISTRAZIONE

La crisi degli ultimi anni ha messo a dura prova anche la capacità dei Comuni di dare giuste ed adeguate risposte ai bisogni dei cittadini e a tutta una serie di nuove fragilità sia individuali che di comunità e territori. Per affrontare le vecchie e nuove emergenze bisognerà avere la capacità di costruire innovativi modelli di politiche pubbliche fondati sulla mobilitazione di tutte le energie locali. Lavorare per passare da una cultura di “meno cittadini” (il cittadino ha diritti, li pretende e ne rivendica il rispetto) a “più concittadini” (il concittadino è attivo, aiuta, è solidale, si limita e, sopra tutto, rispetta gli altri) recuperando una vera coscienza di comune identità. A tale proposito la partecipazione, o meglio, la democrazia partecipativa diventa l’asse portante per realizzare un modello di “amministrazione condivisa” capace di saper superare la tradizionale contrapposizione fra Stato e Cittadino .

Le proposte e le azioni per iniziare il percorso:

  • istituire un assessorato all’ INNOVAZIONE SOCIALE, PARTECIPAZIONE E BENI COMUNI ;
  • approvare un Regolamento per la gestione dei Beni Comuni e l’Amministrazione condivisa ;
  • assegnare a tutti i cittadini una “identità digitale” per accedere a tutti i servizi e consultazioni (sondaggi/referendum) on line del comune;
  • revisionare ed implementare le norme sulla partecipazione ;
  • introdurre, mensilmente, il “question time”;
  • istituire un Consiglio Comunale aperto alla partecipazione dei Cittadini da tenersi ogni quadrimestre ;
  • sperimentare forme: di “bilancio partecipativo” da finanziare vincolando gli introiti del “ 5 per mille” e eventuali fondi aggiuntivi da individuare annualmente nel “bilancio comunale”; nonché di “finanziamento collettivo civico” finalizzate a finanziare opere e progetti preventivamente analizzati e concordati con la cittadinanza ;
  • promuovere la formazione di “Consigli Cittadini Volontari” (CCV) e/o gruppi di altra composizione (consulte varie) per agevolare e gestire i processi partecipativi .