Amministrative 2012

Interrogazione: profilassi sanitaria profughi ospitati nel Comune di Belluno

Premesso che a fine luglio il Presidente della Regione Veneto Luca Zaia dichiarava di aver dato mandato al direttore della sanità veneta, Domenico Mantoan di effettuare controlli sanitari sui profughi e sulle strutture che li accolgono le quali saranno “certificate” dal punto di vista igienico sanitario; che non appena insediati i migranti, i referenti e i mediatori culturali saranno invitati ad accompagnare le singole persone negli ambulatori dell’Ulss, dove verrà effettuata una visita generale, la profilassi se necessaria, la vaccinazione rispetto alle patologie già note che non vengono trattate nei Paesi di provenienza, e al termine verrà rilasciato un certificato medico che attesterà il tutto e che potrà essere usato anche nei futuri spostamenti;

Considerato che quanto sopra è considerata una tutela a 360 gradi che parte dalla garanzia sulla salute dei migranti e di fatto costituisce una doverosa azione di prevenzione della diffusione di malattie, soprattutto quelle trasmissibili per via aerea e per contatto;

deve essere anche verificato lo stato igienico delle strutture ospitanti, perché le voci che sono circolate parlano troppo frequentemente di stabili dismessi, vere e proprie discariche a cielo aperto e perché la repentinità caotica con la quale questi migranti arrivano potrebbe costringere ad ‘arrangiare’ alcune soluzioni logistiche;

uno studio epidemiologico recente , effettuato dai team di medici di base e specialisti dell’associazione «Cammini di Salute» di Torino e che ha coinvolto 566 rifugiati di numerose etnie e Paesi, di cui 291 sottoposti a un approfondito esame clinico, e per la prima volta effettuato su un numero così esteso di persone afferma che c’è un problema: quello del «dopo». Una volta esaurito lo status di rifugiato, molti stranieri – anche i malati – si disperdono chissà dove senza più alcun tipo di controllo. Nello screening del primo semestre 2014, emergono dati importanti. Il 30 per cento dei profughi ha subito torture nei Paesi di provenienza, con uno stato di sofferenza psicologia che spesso degenera nella depressione o in patologie di natura psichica;

l’11 per cento denuncia dolori osteoarticolari; il 9% soffre infezioni delle alte vie aree; il 9,9% segnala malesseri, dolori diffusi spesso non legati a una diagnosi precisa; l’8 per cento ha problemi dentari anche gravi; l’8% riporta traumi e ferite da guerra causate da armi da fuoco o altro, il 7% soffre per dermatiti, dermatosi, psoriasi, micosi, infezioni locali. Vi sono poi le malattie infettive: 9 casi di tubercolosi polmonare o ossea; un caso di Aids; 4 di epatite B e C. Seguono dimagramenti, tumori, diabete, cardiopatie, ipertensione, malattie oculistiche o dell’orecchio, ghiandole salivari.

SI CHIEDE AL SINDACO quale responsabile della tutela della salute nel comune di Belluno quale sia la profilassi sanitaria seguita all’arrivo dei soggetti in questione nel comune di Belluno e se quanto affermato dal presidente Zaia sia attuato; quali siano le misure di prevenzione nei confronti di volontari forze del ordine e di chiunque abbia rapporti con gli stessi.

Interrogazione: Pulizia e decoro del teatro comunale

PREMESSO CHE il senso civico delle persone e di una città si misura anche dall’attenzione ai rifiuti abbandonati e dagli atteggiamenti tenuti nei diversi luoghi della stessa;

più volte sono state fatte notare dai cittadini situazioni di degrado nel centro storico con affermazioni che riportiamo ‘‘Musica oltre i limiti sonori ed orari consentiti, schiamazzi, canti e cori da stadio notturni, angoli e vicoli trasformati in gabinetti e alcove; l’immagine del centro il mattino dopo è desolante: bicchieri e bottiglie, mozziconi, vomito e puzzo di urina (a volte anche siringhe e preservativi) non risparmiano nemmeno monumenti storici come porta Dojona e il teatro comunale”;

da un nostro controllo avvenuto in data 7/9/2014 (alleghiamo foto) abbiamo trovato gli spazi antistanti il Teatro Comunale in condizioni pietose;

questo tipo di situazione non dà sicuramente una bella immagine della città; abbiamo i plateatici di due bar a poca distanza dal teatro;

preso atto che non bastano sporadici controlli delle forze del ordine o della polizia municipale ed evidenziato che da parte nostra non vogliamo sicuramente il coprifuoco nel centro storico ma il rispetto delle regole e della convivenza civile certamente si;

portiamo ad esempio la città di Parma dove per ovviare a questi inconvenienti è stato emanato un’ordinanza antidegrado che ha l’obiettivo di tutelare il decoro cittadino per “assicurare l’uso pubblico e la tutela dei beni monumentali da attività e comportamenti degenerativi, lesivi del bene della sicurezza urbana”, ciò che per esempio avviene costantemente nello spazio antistante il teatro comunale.

Auspicando che non sia necessario arrivare ad una modifica degli orari dei locali pubblici, richiedendo nell’eventualità che siano esclusi da limitazioni orarie gli esercizi privi di impatto esterno.

CHIEDIAMO AL SINDACO E ALLA GIUNTA

Quali iniziative intendano mettere in atto per eliminare questo fenomeno, se intendano avvalersi delle telecamere della videosorveglianza per identificare i trasgressori con le conseguenti sanzioni;

nel caso in cui non siano installati strumenti per la videosorveglianza nei punti critici della Movida cittadina se e quando abbiano intenzione di installarli.