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Abuso di ufficio e falso in atto pubblico, M5S chiede un passo indietro a Padrin

90 sono stati i licenziamenti effettuati, nel corso di quest’anno, nel settore della pubblica istruzione perché i neoassunti in ruolo hanno prodotto una dichiarazione non vera, ovvero di non aver riportato condanne penali e/o di non essere destinatari di procedimenti che riguardassero l’applicazione di misure di sicurezza e di prevenzione, di decisioni civili e provvedimenti amministrativi iscritti nel Casellario Giudiziario ai sensi delle vigenti normative.

Di contro, nello stesso periodo, le dimissioni di politici rinviati a giudizio per falso in atto pubblico sono pari a ZERO.

Non fa eccezione Roberto Padrin, sindaco di Longarone nonché vice presidente della provincia, accusato e rinviato a giudizio per abuso di ufficio e falso in atto pubblico per aver ricoperto impropriamente il doppio incarico di sindaco e addetto stampa dell’ente Fiera di Longarone.

A fronte di tutto ciò, al di là delle voci isolate di Antonio Romanin e Celeste Levis, la politica locale tace e nessuno ritiene sollevare, quantomeno per ragioni di opportunità e correttezza istituzionale, la questione e chiedere a Padrin un giusto passo indietro e le conseguenti dimissioni dai suoi incarichi.

Noi come M5S vogliamo essere una voce fuori dal “muto coro” e, pertanto, chiediamo che Padrin si dimetta al più presto dai delicati incarichi istituzionali che ricopre considerati gli addebiti avanzati dalla Procura della Repubblica bellunese e per i quali è in corso un processo.

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