Abuso di ufficio e falso in atto pubblico, M5S chiede un passo indietro a Padrin

90 sono stati i licenziamenti effettuati, nel corso di quest’anno, nel settore della pubblica istruzione perché i neoassunti in ruolo hanno prodotto una dichiarazione non vera, ovvero di non aver riportato condanne penali e/o di non essere destinatari di procedimenti che riguardassero l’applicazione di misure di sicurezza e di prevenzione, di decisioni civili e provvedimenti amministrativi iscritti nel Casellario Giudiziario ai sensi delle vigenti normative.

Di contro, nello stesso periodo, le dimissioni di politici rinviati a giudizio per falso in atto pubblico sono pari a ZERO.

Non fa eccezione Roberto Padrin, sindaco di Longarone nonché vice presidente della provincia, accusato e rinviato a giudizio per abuso di ufficio e falso in atto pubblico per aver ricoperto impropriamente il doppio incarico di sindaco e addetto stampa dell’ente Fiera di Longarone.

A fronte di tutto ciò, al di là delle voci isolate di Antonio Romanin e Celeste Levis, la politica locale tace e nessuno ritiene sollevare, quantomeno per ragioni di opportunità e correttezza istituzionale, la questione e chiedere a Padrin un giusto passo indietro e le conseguenti dimissioni dai suoi incarichi.

Noi come M5S vogliamo essere una voce fuori dal “muto coro” e, pertanto, chiediamo che Padrin si dimetta al più presto dai delicati incarichi istituzionali che ricopre considerati gli addebiti avanzati dalla Procura della Repubblica bellunese e per i quali è in corso un processo.

I Gruppi Consiliari M5S di Belluno, Feltre e Cadore

Referendum sulle trivelle, l’invito al voto del Movimento 5 Stelle Belluno

Il Movimento 5 Stelle di Belluno, attraverso i consiglieri Andrea Lanari e Sergio Marchese, voterà sì al referendum di questa domenica sulle trivellazioni.

 «Invitiamo i cittadini ad andare a votare e a votare sì, consapevoli che questo è un primo ed importante passo per far capire che un’altra politica energetica è possibile» dicono i consiglieri. «Il Movimento 5 Stelle dice no a tutte le trivellazioni, anche a quelle offshore e terrestri, perché siamo convinti si debba puntare sulle energie rinnovabili e sull’efficienza energetica, settori che possono generare migliaia di posti di lavoro».

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I 5 Stelle sottolineano i rischi correlati alle perforazioni in mare: «Nel Mediterraneo si sono già verificati alcuni incidenti a causa delle trivellazioni, fortunatamente fin’ora senza grave impatto, ma non possiamo mettere a repentaglio il nostro fragile equilibrio ambientale per estrarre basse quantità di petrolio, peraltro di scarsa qualità».

Lanari e Marchese ricordano anche che «c’era l’opportunità di far risparmiare 300 milioni di euro facendo coincidere la data del voto amministrativo con quella del referendum, ma il governo Renzi non ha voluto,boicottando così il raggiungimento del quorum per la validità del referendum e invitando all’astensione, fatto gravissimo!».

L’appello quindi del Movimento 5 Stelle: «Il referendum è la più alta forma di democrazia messa a nostra disposizione; non andare a votare vorrebbe dire rinunciarvi e far decidere ad altri il vostro futuro e quello dei vostri figli».